Successioni ed eredità

Assistenza nella divisione dell’eredità, nella tutela dei diritti dei legittimari e nelle controversie tra coeredi. Principalmente a Brindisi e provincia.

Che cos’è il diritto delle successioni

Il diritto delle successioni è il ramo del diritto civile che regola il passaggio del patrimonio di una persona dopo la sua morte: quali beni si trasmettono, a chi, in quali quote, e con quali diritti e obblighi per chi li riceve.

Il meccanismo di fondo è semplice da enunciare. Alla morte di una persona si apre la successione, e l’eredità viene devoluta per testamento oppure, quando il testamento manca o non dispone di tutto, secondo le quote che stabilisce la legge. Chi è chiamato non diventa erede automaticamente: lo diventa con l’accettazione, e dispone per farlo del termine ordinario di prescrizione.

Attorno a questo schema si concentra la quasi totalità delle controversie ereditarie, e quasi sempre per una di tre ragioni. Perché il defunto ha disposto in modo che comprime la quota che la legge riserva a determinati familiari. Perché i coeredi non riescono a dividere quello che hanno ricevuto in comune. Perché l’eredità porta con sé debiti, e accettarla senza cautele significa risponderne con il proprio patrimonio.

Ciò che rende difficili queste vicende non è la complessità tecnica — che pure c’è — ma il fatto che si intrecciano con i rapporti familiari. Un disaccordo sulla divisione di una casa può incrinare legami che durano da decenni. Per questo, quando è possibile, lo studio cerca la strada dell’accordo, e ricorre al giudizio quando l’accordo non c’è o quando i diritti di qualcuno vengono compressi.

La mediazione è obbligatoria

Nelle controversie in materia di successioni ereditarie e di divisione, il tentativo di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Non è un passaggio facoltativo: senza, la causa non può proseguire.

Vale la pena saperlo prima, per due motivi. Il primo è che allunga i tempi di chi immagina di andare direttamente davanti al giudice. Il secondo, più importante, è che in materia ereditaria la mediazione funziona più spesso che altrove — perché le parti si conoscono, perché il patrimonio è quello e non cresce litigando, e perché il costo di una divisione giudiziale erode proprio ciò che si sta dividendo.

Il giudice competente per le cause ereditarie è quello del luogo in cui si è aperta la successione, cioè l’ultimo domicilio del defunto. Se il suo familiare era domiciliato a Brindisi o in provincia, è qui che la vicenda si tratta, indipendentemente da dove risiedono gli eredi.

Di cosa si occupa lo studio

Divisione ereditaria

Finché i coeredi non dividono, i beni restano in comunione e nessuno può disporne da solo. Ciascun coerede può però chiedere la divisione in qualsiasi momento. Lo studio assiste nelle trattative per la divisione consensuale — che è la strada preferibile quasi sempre — e, dove l’accordo non si trova, nel giudizio di divisione.

Tutela dei legittimari

La legge riserva al coniuge, ai figli e, in mancanza di figli, agli ascendenti una quota di eredità che non può essere sottratta né con testamento né con donazioni compiute in vita. Se quella quota è stata lesa, l’azione di riduzione consente di recuperarla.

L’azione è soggetta al termine ordinario di prescrizione. Sulla decorrenza, le Sezioni Unite hanno stabilito che il termine parte dall’accettazione dell’eredità da parte di chi beneficia della disposizione testamentaria lesiva; quando la lesione deriva da sole donazioni, dall’apertura della successione.

Testamenti

Redazione e verifica. Impugnazione per vizi di forma, per incapacità del testatore al momento in cui ha disposto, per violazione dei diritti dei legittimari.

Accettazione con beneficio d’inventario

È lo strumento che limita la responsabilità dell’erede per i debiti del defunto entro il valore dei beni ricevuti: il patrimonio ereditario resta distinto dal suo. È però soggetto a termini e formalità rigorose, e le conseguenze del mancato rispetto cambiano a seconda dei casi — si può diventare erede puro e semplice, oppure perdere il diritto di accettare. I termini sono diversi a seconda che il chiamato sia o non sia nel possesso dei beni: è il primo aspetto da verificare, e va verificato subito.

Rinuncia all’eredità

Valutazione della convenienza quando il patrimonio ereditario è gravato da debiti, e cura degli adempimenti.

Comunione ereditaria

Gestione dei beni indivisi nel periodo che precede la divisione, uso esclusivo da parte di un coerede, rendiconto dei frutti percepiti.

Di cosa lo studio non si occupa

La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale che segue il commercialista. Chi ne ha bisogno viene indirizzato al professionista che se ne occupa: il termine ordinario è di dodici mesi dall’apertura della successione, quindi conviene non lasciarlo scadere mentre si discute d’altro.

Sapere in anticipo dove finisce l’attività dello studio fa risparmiare tempo.

Le situazioni più ricorrenti

Le divisioni ereditarie seguite dallo studio si somigliano poco, ma i punti su cui si arenano sono quasi sempre gli stessi cinque.

Manca l’accordo, e basta questo. Nessuno contesta i diritti di nessuno: semplicemente non si trova un’intesa su chi prende cosa. È il caso in cui la divisione consensuale, con qualche conguaglio, resta la strada più rapida — e in cui la causa costa più di quello che risolve.

Non si concorda sul valore dei beni. Un immobile, un terreno, una quota di azienda: finché non c’è accordo sulla stima, non c’è accordo su nulla. Qui c’è un aspetto tecnico che sfugge spesso, ed è il momento a cui la valutazione si riferisce. Per calcolare la quota di legittima si ricostruisce il patrimonio ai valori dell’apertura della successione; nella divisione, invece, la stima dei beni si fa in quel momento. Quando fra il decesso e la divisione passano anni e i valori immobiliari si muovono, la differenza non è teorica.

Ci sono donazioni indirette. È la situazione più insidiosa, perché spesso nessuno la considera una donazione. Il genitore che paga il prezzo di una casa intestandola al figlio compie una liberalità, e le Sezioni Unite hanno chiarito che ciò che è stato donato è l’immobile, non il denaro impiegato. Ha un peso pratico enorme: se l’immobile nel frattempo si è rivalutato, la donazione da conteggiare è molto più grande di quella che le parti ricordano. La materia è trattata distesamente nella pagina sulle donazioni.

La quota di legittima è stata lesa. Il caso classico: il patrimonio residuo sembra modesto, ma ricostruendolo con le donazioni fatte in vita risulta che uno dei legittimari ha ricevuto meno di quanto gli spetta. La verifica va fatta prima di litigare, perché è il calcolo — non l’impressione — a dire se l’azione ha fondamento.

Il testamento è oscuro o discutibile. Due problemi distinti che spesso si presentano insieme: capire che cosa il testatore abbia effettivamente voluto quando la scheda è ambigua, e stabilire se la scheda sia valida — per la forma, per la capacità di chi l’ha scritta, per il contenuto. Sono valutazioni che si fanno sul documento, e il documento va visto.

Le domande più frequenti

«Mio fratello occupa la casa di famiglia: posso chiedere qualcosa?»

Il coerede che utilizza in via esclusiva un bene comune può essere tenuto a corrispondere agli altri un’indennità. La giurisprudenza richiede però che chi la chiede abbia manifestato la volontà di servirsi del bene e ne sia stato concretamente impedito: l’indennità decorre dalla richiesta rimasta senza esito, non dall’inizio dell’occupazione. Se non ha mai chiesto nulla per anni, quegli anni difficilmente si recuperano — ed è la ragione per cui conviene muoversi presto.

«Sono stato escluso dal testamento.»

Se rientra fra i legittimari, il testamento non può privarla della quota riservata. Occorre verificare l’entità della lesione — che si calcola ricostruendo il patrimonio comprese le donazioni fatte in vita — e agire nei termini.

«L’eredità comprende dei debiti.»

Prima di accettare è opportuno ricostruire la situazione patrimoniale. Beneficio d’inventario e rinuncia sono le due alternative all’accettazione pura e semplice, e la scelta fra le tre dipende dai numeri, non dalle intenzioni.

«Quanto tempo ho per decidere?»

Il diritto di accettare l’eredità è soggetto al termine ordinario di prescrizione, decorrente dall’apertura della successione. Ma se è nel possesso dei beni ereditari i termini per la redazione dell’inventario sono assai più brevi.

Nell’incontro di consulenza si esaminano i documenti — il testamento, gli atti di provenienza, la corrispondenza fra i coeredi — e si ricostruisce la posizione del cliente: che cosa gli spetta, entro quando può agire, quali strade ha davanti e che cosa comporta ciascuna.

Se dall’incontro nasce un incarico, riceve un preventivo scritto con la prevedibile misura del costo, come richiede la legge professionale.

Lo studio riceve a Brindisi e assiste in tutta Italia: il primo colloquio può anche svolgersi in videoconferenza tramite la consulenza legale online.

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